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Se ne parla sempre di più, sappiamo che è importante, ma cos’è, di fatto, la trasmittanza termica?

Durante le ristrutturazioni o negli interventi di efficientamento energetico, sentiamo spesso discutere di questo valore. Vediamo insieme di che cosa si tratta.

La trasmittanza, come già suggerisce la sua etimologia, dal latino transmittĕre, indica la proprietà fisica che ha un materiale di trasmettere una radiazione elettromagnetica e, nel nostro caso, termica.

Il valore di trasmittanza termica indica, quindi, la quantità di calore che viene scambiata da un corpo.

Il termine è molto simile al concetto di conduttività, che ben conosciamo. Bisogna, però, fare attenzione: sebbene la conducibilità termica sia necessaria per il calcolo della trasmittanza, i due termini non coincidono. 

La trasmittanza, in termini tecnici.

La trasmittanza termica si misura in U ed è, più precisamente, il flusso di calore medio che passa attraverso una struttura o materiale che divide due ambienti con diversa temperatura, come l’interno dall’esterno della casa. Viene calcolata considerando la superficie al metro quadro e la sua unità di misura è il W/mq K.

Trasmittanza e isolamento.

Va da sé che la trasmittanza, essendo la capacità di “far passare” il calore, è inversamente proporzionale all’isolamento.

Semplificando: più “U” è alto, meno quel materiale sarà isolante.

Ecco perché durante gli interventi di miglioramento delle prestazioni energetiche di un edificio, considerare questo parametro risulta fondamentale. Lo vediamo molto bene, ad esempio, negli infissi. Un basso U sarà garanzia della bassa dispersione termica.

Quest’ultima è, naturalmente, molto importante, in quanto assicura che non vi sia spreco di denaro o risorse per il riscaldamento e il raffrescamento della casa.

Trasmittanza termica degli infissi.

Il controllo del valore di trasmittanza per gli infissi rientra, quindi, negli obiettivi degli interventi di efficientamento energetico.

Da cosa dipende? Sia dalle superfici trasparenti, sia dalla parte del telaio.

L’uso di un doppio o triplo vetro, ad esempio, garantisce un isolamento maggiore, così come la scelta di materiali isolanti per la struttura.

Tra questi ultimi il più indicato è senz’altro l’alluminio, che, se dotato della nuova tecnologia del taglio termico, rappresenta la migliore soluzione per avere infissi resistenti, durevoli, basso emissivi e di grande design. 

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Perché occorre calcolare la trasmittanza di un infisso.

Il calcolo della trasmittanza di un infisso permette di comprendere quanti wattora vengono dispersi nella casa durante il giorno.

Esso viene effettuato soprattutto nel momento in cui si deve produrre una certificazione energetica, la cosiddetta APE (Attestazione di Prestazione Energetica), ovvero quel documento, redatto da un professionista, architetto o ingegnere, atto a dichiarare la classe di appartenenza di un fabbricato.

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I vantaggi.

Avere una bassa trasmittanza ha un duplice vantaggio economico: da una parte il grande risparmio in bolletta, dall’altra la possibilità di accedere ai Bonus previsti dal Governo per il miglioramento delle prestazioni energetiche.

Un requisito fondamentale per godere delle detrazioni, infatti, è certificare che vi sia effettivamente un miglioramento degli indici di trasmittanza termica.

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